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mercoledì 23 settembre 2015

SO-STARE TRA DUE CULTURE


Per vivere in una società dove coesistono differenti culture diventa indispensabile sapere andare incontro all’altro con curiosità culturale  perché essa è antidoto efficace contro il pre-giudizio. Aprirsi al dialogo interculturale significa un riconoscimento sia dell’eterogeneità delle logiche che si incontrano sia dei punti che accomunano compiendo un viaggio di conoscenza per creare una zona di compatibilità fra differenze, una «zona franca» al confine delle culture, ossia un luogo dove le persone possono gestire le proprie diversità e appartenenze attraverso un incessante lavoro di costruzioni simboliche, di articolazione non stereotipate del proprio pensiero e di ridefinizione identitaria.
L’approccio transculturale diventa una valida risposta a questa sfida, alle richieste di presa in carico delle persone appartenenti a culture altre. Esso implica un «viaggio» verso la persona, un atteggiamento di attenzione, di riflessione su ciò che accade nell’incontro con l’altro, ascoltando e ascoltandosi nelle proprie categorie e paradigmi concettuali culturalmente determinati senza temere di venire travolto e trasformato dalla negoziazione interculturale.  Ciò che è importante, per qualsiasi operatore, è agire nell’ambito di differenti culture, senza che una ne escluda l’altra e questo avviene solo legittimando l’esistenza contemporanea degli ambiti di riferimento di entrambi i partner. E’ attraverso un modo di lavorare, sempre attento alle differenze e senza dimenticare i punti in contatto, che è possibile indagare sia il malessere sia il progetto migratorio.




martedì 30 settembre 2014

CORSO DI FORMAZIONE 2014

LA RESILIENZA: BEN-ESSERE PER AFFRONTARE IL MALESSERE


Esistono molte definizioni del termine RESILIENZA, che trova origine nell'ambito delle scienze fisiche. In relazione agli esseri umani, la resilienza è definita come la capacità umana di affrontare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente.
Focalizzare l'attenzione sulla resilienza implica un cambiamento di sguardo sugli eventi che caratterizzano la natura e la condizione umana. Richiede di indagare e comprendere la dimensione della vulnerabilità. Si tratta di incontrare la sofferenza, accettarla e trovare forme di elaborazione che permettano alla persona di integrare le risorse con i limiti. Non significa negare il dolore, ma riflettere su una condizione che è quasi un dato di fatto nella vita di ognuno.
La resilienza apre nuove vie tra coloro che si occupano della presa in carico e cura delle situazioni di vulnerabilità. La presenza e la constatazione di un processo resiliente richiama la necessità di migliorare i percorsi di aiuto e di indagare in modo approfondito le condizioni che favoriscono la resilienza delle persone.
La modalità con cui viene proposto il corso vuole coniugare alcuni aspetti importanti per un un percorso formativo:
a) dare un senso all'esperienza formativa che è dato dalla qualità del cosa si fa;
b) elaborare soluzioni di problemi nel gruppo

c) creare l'opportunità di stabilire rapporti con gli altri







giovedì 5 giugno 2014

FORMAZIONE SIPEM SOS

Lo psicologo dell’emergenza affronta situazioni di crisi emergenti, dalla gestione del primo  soccorso psicologico rivolto alle vittime,  ai soccorritori e alla collettività nel suo complesso. La consapevolezza delle emozioni, dell’empatia e della cooperazione in emergenza costituiscono  lo sfondo sul quale si sviluppa il percorso didattico di quest’anno. Nello scenario delle  emergenze, è fondamentale per lo psicologo che vi opera, avere l’abilità e la competenza di  sviluppare una visione globale e di saper interagire con i Servizi Istituzionali presenti:  Protezione Civile, Uffici Prevenzione Regionali, Croce Rossa, ecc.. Lo psicologo, inoltre, è  chiamato a programmare interventi psicologici individuali e di gruppo, per la gestione dei  correlati psicologici delle emergenze (stress, PTSD, ansia, ecc.). Risulta, pertanto, necessario  approfondire gli aspetti relativi alle basi neuropsicologiche che sottostanno a tali processi.   Annualmente l'Associazione predispone un programma di formazione teorico/pratico affinché  i  nuovi soci possano acquisire le competenze necessarie per poter intervenire con  professionalità nelle emergenze. Contemporaneamente propone l'aggiornamento tramite  seminari e supervisione. 
Il corso di formazione del 2013 si propone di fornire gli elementi basilari della psicologia  dell’emergenza: ne sarà illustrata l’applicazione nei vari contesti e sarà curata l’acquisizione  dei diversi approcci di intervento e di tecniche specifiche. Infatti, lo psicologo dell’emergenza  deve essere preparato a valutare il bisogno di supporto e i fattori di rischio presenti nelle varie  situazioni di emergenza collettiva ed individuale e progettare interventi specifici nel contesto  delle diverse tipologie emergenziali e delle fasi in cui queste si declinano; gestire le reazioni  all’evento traumatico della vittima, dei parenti, dei soccorritori e gli interventi psico-sociali da  attuare nelle diverse fasi; gestire la comunicazione interpersonale e istituzionale in maniera  qualificata e funzionale; fornire assistenza psicologica al fine di prevenire l’insorgenza del  disagio psichico ed affrontarlo quando è già comparso nei superstiti e negli operatori.
 
Il PROGRAMMA DI FORMAZIONE 2013  prevede 5 giornate, settembre a novembre, in cui verranno affrontate le seguenti aree tematiche:
• il sistema dell’emergenza e di protezione civile
• Psicologia dell’emergenza
• l’intervento in emergenza
• soccorrere il soccorritore

Il programma di formazione degli anni precedenti ha previsto una serie di incontri sui seguenti temi:
• Debriefing e defusing: teoria e pratica
• Il colloquio psicologico in emergenza
• Transfert e Controtransfert in emergenza 
• EMDR nella clinica
• Supporto psicologico a familiari, vittime e operatori in emergenza
• Il primo soccorso: funzionamento e ruolo dello psicologo come possibile risorsa
• L'importanza della psicologia nelle forze armate e nelle forze di polizia.
 
Alcuni degli interventi formativi di maggior rilievo sono aperti al pubblico:
2012: “Prima... e dopo... i volti del trauma - terrorismo e catastrofi naturali”, dott. Mohammad Mansur e dott. Marco Longo
Oltre ai seminari sui temi sopra indicati la formazione dei soci viene arricchita dagli incontri mensili di supervisione, da gruppi esperienziali e simulate, e dalla partecipazione alle esercitazioni della Protezione Civile.